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mappa del
territorio della Provincia Regionale
di Enna
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Il
territorio
Enna,
con
la
sua
provincia,
raggiunge
una
popolazione
di
182.933
unità,
il
capoluogo
è
collegato
alle
grandi
città
e
ai
paesi
vicini
dall'autostrada,
da
strade
provinciali
e
da
un
servizio
di
autobus
gestito
dalla
SAIS.
Oggi
a
Enna
viene
constatata
la
definitiva
affermazione
di
una
economia
sempre
più
legata
all'area
dei
servizi
con
la
presenza,
oltre
che
del
ceto
impiegatizio,
di
commercianti,
artigiani
e
liberi
professionisti.
Si
nota
una
considerevole
carenza
nel
settore
della
produzione
che
ha
come
conseguenza
l'ampliarsi
del
fenomeno
della
disoccupazione,
soprattutto
giovanile.
Nel
resto
della
provincia
persistono
attività
legate
all'agricoltura,
seppure
non
ancora
sostenuta
da
strutture
moderne,
e
qualche
azienda
di
abbigliamento
o
piccola
industria,
mentre
il
terziario
rappresenta
quasi
sempre
l'unico
sbocco
lavorativo.
Per
quanto
riguarda
il
contesto
socio-culturale
va
segnalata
l'istituzione
dell'Università
che
oggi
contempla
quasi
tutte
le
più
prestigiose
facoltà,
di
Catania
e
di
Palermo.
Le
attività
ricreative
e
formative
offerte
dal
capoluogo
sono
veramente
poche.
Tra
quelle
disponibili:
la
biblioteca,
la
ludoteca,
alcune
strutture
sportive;
risulta
attualmente
non
disponibile
il
teatro
comunale;
da
un
paio
d'anni
funziona
invece
l'unico
cinema
della
città
nella
frazione
di
Pergusa,
nei
pressi
dell'autodromo.
(dal p.o.f. 2004/05 -Analisi del territorio)
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panorama di Enna (dal deltaplano) con l'Etna
sullo sfondo
Enna: il
capoluogo più alto d'Italia
(classe 2ª D -
a.s. 2003/04)
(clicca sui nomi per vedere la foto)

dintorni: il lago di Pergusa
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ENNA

urbs
inexpugnabilis
Geografia:
altitudine
m. 931 s.l.m. superficie comunale kmq. 357,2. Enna è distesa su una
terrazza a mille metri d'altezza proprio al centro dell'isola, offrendo al
visitatore panorami suggestivi. E' centro archeologico e agricolo.
Storia:
Nel sec. VII a.C., quando vi giungono i
Greci Henna e' ancora un villaggio Sicano. Nel V sec.a.C. assume
importanza e batte moneta propria. Nel IV sec. e' oggetto dell'interesse
di Siracusa che la occupa.
All'inizio del III sec. a.C.
giungono i Cartaginesi e nel 277 a.C. i Romani che la chiamano Castrum
Ennae e ne fanno una "civitas libera ac immunis", centro di culto della
dea Demetra. Enna si ribellera' a Roma e sara' duramente punita.
- Nell'859 d.C. gli Arabi la
tolgono ai Bizantini e la chiamano Qasr Yani (che si trasformera' poi in
Castrogiovanni).
- Nel periodo tardogotico Enna vive un momento di progresso e dopo la
guerra del Vespro diviene centro vivo della cultura siciliana.
- Nel XVII sec. e' fiorente
centro agricolo e minerario, nel XVIII sec. decade e rinasce nel XIX.
- Nel 1926 la citta' viene elevata a capoluogo di provincia con
l'originario nome di Enna.
- Dal 2004 è divenuta sede
autonoma del 4° ateneo della Sicilia (libera università "Kore").
Monumenti:
Rocca di
Cerere: resti del tempio omonimo. Castello di Lombardia dell'epoca
medievale è stato trasformato in teatro. Torre di Federico II di Svevia
del XIII secolo con colonne angolari e volte a ombrello. Palazzo
Pollicarini del 1400 in stile catalano con portale barocco e cornici in
gotico. Musei: Museo Alessi (p. Mazzini) contenente una raccolta
archeologica e numismatica, bronzi, ceramiche e stampe.
Fiere:
Fiera
Zootecnica (settembre). Festa Patronale (luglio). Spettacoli teatrali e
musicali (luglio e agosto).
Curiosità turistiche:
Il Murale più grande del Mondo (Enna): nel colle di "Cerere Usta", a cento
metri di altezza, c'è una cava di tufo abbandonata dove c'è il dipinto
murale più grande del mondo. Copre circa 780 metri quadrati di superficie
e i colori raccontano le antichissime leggende della terra. E’ stato
realizzato da Fausto De Marinis dopo sei mesi di lavoro terminato alla
fine dell'81 .
Gastronomia:
Ditini, pasta con le
sarde, pignolata, ravioli di ricotta al miele, trippa a l'olivitana,
farsumauru, pasta 'ncasciata, savoiardi forti.
Vini:
Tudia, Amaro Averna.
Artigianato:
tappeti, bambole in costume, ricami, tessuti,
ceramiche, bisacce, rami sbalzati. |
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Il
quartiere Valverde
(foto di
Enrico Lo Giudice) |
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Chi siamo

Il Liceo
socio-psicopedagogico Dante Alighieri sorge nella zona Valverde, uno dei
tanti giardini che furono di Enna, arcaica e pastorale. Luogo sacro per il
culto di una divinità femminile più antica di Cerere, Valverde è, a
memoria di leggenda, il primo insediamento abitativo della città. La valle
lussereggiante su cui precipitava dall’alto, a cascata, formando limpidi
specchi d’acqua, il torrente Torcicoda, divenne poi la ridente area
artigianale dei fullones, dove si preparavano e lavavano i tessuti
in lino e si conciavano le pelli. Qui, su un preesistente tempio di Cerere,
fu edificata la chiesa dedicata alla Vergine Maria che dal sito prese il
nome di Madonna di Valverde. In questo luogo carico di suggestioni
naturali e culturali, evocate dal mito e dalla storia, ancora avvertite
nell’immaginario collettivo, vive, da sempre, la nostra scuola.
Costruito negli anni ‘50,
l’edificio del vecchio Istituto Magistrale non è mai stato un contenitore
di persone e attività estranee al territorio, semplice “ospite” di un
quartiere popolare. Ancor prima dell’avvento dell’autonomia scolastica,
docenti e discenti, con puro spirito di volontariato, accoglievano in ore
pomeridiane nei locali della scuola i bambini del quartiere e li
intrattenevano in attività ludico-espressive. Dal teatro agli origami, dal
canto alla pittura, agli scacchi, i fanciulli trascorrevano il tempo del
“doposcuola”, traendone non solo divertimento, ma vantaggio per la loro
formazione. L’esperienza ha arricchito il cuore e la mente dei nostri
allievi ed è stata assorbita nel Dna dell’Istituto.
Si legge nell’attuale
“Manifesto” pedagogico, contenuto nel POF d’Istituto, che la didattica è
orientata allo studio e all’analisi del territorio, al fine di creare
sensibilità e consapevolezza intorno alle problematiche più urgenti della
contemporaneità: giustizia sociale, tutela dell’infanzia negata in tanta
parte del pianeta, educazione alla diversità e alla tolleranza, rispetto
dell’ambiente. Queste finalità e i progetti recentemente realizzati, volti
sempre a incidere positivamente sulla realtà sociale in cui la nostra
scuola opera, hanno fatto del Liceo socio-psicopedagogico di Enna un
sicuro riferimento dell’intera cittadinanza.
Tra i tanti, a titolo
d’esempio, il progetto Punto Sole che ha visto i nostri alunni, quali
animatori per |
l’infanzia, impegnati ad
assistere i bambini nel periodo di chiusura estiva delle scuole materne ed
elementari, venendo incontro alle difficoltà delle madri lavoratrici.
La nostra azione educativa è
orientata alla formazione di persone capaci di autodeterminarsi, di strutturare relazioni interpersonali basate sui valori della pace e della
solidarietà, di sviluppare una coscienza civile contraria a ogni forma di
violenza, di riconoscere l’innata vocazione dell’uomo ad andare oltre le
cause prossime e contingenti e a scrutare il mistero che accompagna il
problematico cammino dell’esistenza. A ciò le scienze, con le loro
metodologie e le strategie di comunicazione rigorosamente codificate, non
bastano.
L’iniziazione alla filosofia,
socraticamente intesa come filosofare e non come acquisizione di un sapere
storicamente dato, assume, allora, un ruolo essenziale per una
comprensione globale della natura e della società, dell’io e del mondo.
Particolare cura è rivolta al
potenziamento dei linguaggi. L’attenzione alla parola, al suono, al segno
grafico e al colore, al gesto, evidenzia il fatto che solo un adeguato
possesso dei linguaggi permette la fruizione piena della cultura e
l’arricchimento dei mezzi espressivi che rivelano il mondo
dell’interiorità.
Di qui la presenza forte,
insistita, di progetti a valenza artistica e letteraria: giornalismo,
fotografia, videoregia, pittura, drammatizzazione, musica.
Soprattutto l’educazione
musicale e l’insegnamento dello strumento, assenti negli altri istituti
superiori, trovano nella nostra scuola, spazio e considerazione tali da
costituire un’autentica tradizione.
Grazie ad essa, oggi, nel
periodo più magico dell’anno, studenti, genitori, docenti, donano alla
cittadinanza ennese questo Concerto di Natale: un messaggio d’amore per
tutti, un auspicio che i giovani realizzino un domani di pace e di
uguaglianza fra gli uomini.
A ciò li educhiamo, all’amore
con l’amore, alla democrazia con la democrazia, alla libertà con la
libertà.
Salvatore Chiello |
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