Istituto Superiore Statale "D. Alighieri" - Enna

liceo socio-psicopedagogico

 

poesie, racconti, etc.

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poesie, racconti, aforismi, etc.

"Lo que se aprende viajando"

(Quello che sia apprende viaggiando)

Giovanni Chiaramonte (19/09/2002)

bancarella jemanja bagno mata-atlantica
 

 Si era partiti per una gita a Natal, capitale dello stato brasiliano del Rio Grande Do Norte.

Si era diretti a Geripabu, luogo famoso per le sue alte e morbide dune che ti invitano a lasciarti scivolare ed immergerti nelle onde dell’Oceano Atlantico in alta marea.

All’improvviso, ma dopo aver gustato appieno il piacere offerto dal luogo, un’acquazzone ci costrinse ad una doccia tiepida fuori programma e alla decisione di lasciare quel paradiso terrestre.

Direzione Recife, capitale dello stato di Pernambuco.

La pioggia durò solo mezz’ora, ma già si era in macchina.

Sulla strada quattro rami d’albero, alti e robusti disposti a formare un grosso quadrato, con una tenda gialla visibile a distanza, attiravano i visitatori.  Era una specie di bancarella-paninoteca che esponeva spiedini alla brace e decapitava coco verde per i passanti  affamati e assetati.

Nel terrazzamento sottostante un fiume scorreva chiaro e lento e rifletteva i raggi del sole che era tornato a scaldarci.

Decidemmo di effettuare una breve sosta.

Di fronte la bancarella-alimentare improvvisata, si stagliava una statua azzurra, rappresentazione della Yemanjá o Jemanjá. Appresi da Jailton, Nice e Lucia (i miei compagni di viaggio brasiliani), trattavasi della sincretizzazione di Nossa Senhora Da Conçeiçao  (Nostra Signora della Concezione); dietro la statua uno  spiazzo, il  terreiro, luogo dove si celebrano i riti del Candomblé degli afro-brasiliani.

Yemanjá  guardava  lo scorrere del fiume di fronte e, un gruppo di bambini al bagno rumorosi e allegri movimentava il corso altrimenti regolare dell’acqua.

Gli occhi della statua, però, sembravano, guardare ancora più lontano. Nelle sue pupille l’immagine di un altro fiume, il Niger e un altro luogo, mai dimenticato, sempre presente nella memoria dei discendenti degli ultimi Yoruba costretti a lasciare quel ventre, rievocato nei canti e nelle danze, dove poter un giorno far ritorno.

Luogo di patologie per i comuni viaggiatori - Mamma Africa - il luogo dove  ritorneranno, per l’ultimo viaggio, tutti gli afro-brasiliani.

Africa rifiorita in questo angolo del pianeta Brasile, miscellanea di razze, di idee, musica e colori.

Brasile che, giorno dopo giorno, ti svela un luogo nuovo che ti richiama un altro luogo e un altro ancora.

E così, questo scorrere dell’acqua ti porta ad una mata  (bosco) che hai già visto a Tocaia Grande e da lì ti sei recato a Bahía, nei luoghi di Amado, con Dona Flor, per poi ritornare in ciò che rimane dell’ultimo pezzo di foresta del Norteste, e da qui, ancora, ricevi un altro invito ad un altro viaggio,   nello spazio e nella memoria letteraria.