Ma che film La vita
Ma che Film la Vita (Life What a Film)
(Carlotti – Veroli – Daolio)
1992 (3 dischi di platino)
Canzone dei Nomadi tratta dall' album "Gente come noi" (disco di platino con oltre 100.000 copie vendute),
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I NOMADI Sono un’idea, un modo di vivere, di intendere la musica non solo come mestiere.
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E’ il 1963 tra Reggio Emilia e Modena, come in tante altre zone dell’Italia del dopo-boom, nascono, a ritmo frequentissimo, centinaia di gruppi musicali, accomunati dalla voglia di esprimere sensazioni, pensieri ed insoddisfazioni dei giovani della nuova generazione, la prima del dopoguerra. Tra questi anche i Nomadi. La primissima formazione era composta di sei elementi: Augusto Daolio (voce), Beppe Carletti (tastiere), Franco Midili (chitarra), Leonardo Manfredini (batteria), Gualtiero Gelmini (sax), Antonio Campari (basso). Poco dopo Gelmini, Campari e Manfredini abbandonarono il gruppo, vennero sostituiti da Bila Coppellini (batteria) e Gianni Coron (basso). La formazione contava cinque elementi.
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(Beppe, Daniele, Cico, Danilo, Massimo, Sergio) è quella di cercare il contatto diretto con il pubblico, lontani dallo show business e dai grandi eventi mediatici. La gente, il popolo nomade, così vasto e familiare, così originale ed extra generazionale, ricambia con amore e partecipazione: 15 dischi di platino, 5 dischi d’oro, 150 concerti l’anno con una media di 500.000 presenze, oltre 150 Fans Club in tutta Italia. Con loro i Nomadi hanno aderito a diversi movimenti di solidarietà, da Green Pace ad Amnesty International, da
Emergency ad Operazione Mato Grosso, dai Centri di recupero per tossicodipendenti a Salaam Ragazzi dell’Olivo, e a moltissimo altro ancora, con i bambini sempre in primo piano. Un significato particolare assumono gli importanti contributi destinati alla ricerca contro i tumori attraverso l’Associazione Augusto per la vita, promossa dopo la prematura scomparsa del leader Augusto Daolio.
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Sarà tra le poche consolazioni di un’annata, il 1992, altrimenti terribile. Il 14 maggio muore in un incidente stradale il bassista Dante Pergreffi e il 7 ottobre, dopo una breve e straziante malattia, muore Augusto Daolio. Lo choc per il complesso è tremendo e lo scoramento è tale che si prende in considerazione l’ipotesi di abbandonare tutto, di sciogliere il complesso. Incoraggiati e
sollecitati con testimonianze d’affetto di ogni natura e migliaia di amici e fans, il gruppo decide per il meglio: si va avanti. Con Beppe, Daniele, Cico ed Elisa (entrata in sostituzione di Dante), il complesso riparte insieme a Danilo Sacco, voce e chitarra, e Francesco Gualerzi, voce e sax.
Come nel ’63 la formazione si compone di sei elementi.
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Il lavoro è stato realizzato su un'idea del docente di inglese prof. G. Chiaramonte
Collaborazione : Inglese / Musica
Classi coinvolte: 3^B - biennio
Periodo : fine marzo- aprile 2001)
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Dedicata a tutti coloro che non sanno trovare in ogni cosa il suo fascino e il lato positivo, questa canzone scritta dai Nomadi, è un inno alla bellezza della vita.
Leggendo questa canzone, noi studenti della III^ B, abbiamo deciso di tradurla in inglese e di pubblicarla nel sito della nostra scuola perché vogliamo che anche persone di altri paesi possano provare le stesse emozioni che essa ci ha suscitato.
Essa ci invita ad essere attori e spettatori del grande film che è la vita, che è “tutta una tirata” e tu devi impegnarti e non puoi permetterti di sbagliare battuta altrimenti sarai un fallito.
Ma il Grande Spettatore di questo film vuole vedere se tu, anche nel momento in cui avrai dimenticato la battuta, ti scoraggerai o supererai l’ostacolo.
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Dedicated to all the people who can’t find in everything its charm and its positive aspect, this song, written by the Italian pop group Nomadi, is a hymn to the beauty of life.
Reading the text of the song, we, students of third year, section B class, have decided to translate it into English and publish it in our school web site to be spread through the internet. By doing this we want that also people from other countries could feel the same emotions which excited us.
The song invites us to be actors and spectators in the big film that life is.
It is a “all at one go” sequence and you must try hard as you can’t afford mistaking a cue, otherwise you will be a failure.
But the Great Spectator of this film wants to see whether you, even in that moment in which you forget the cue, will get discouraged or overcome the obstacle.
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(con traduzione in inglese a cura della classe 3^B)
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Ma che Film la Vita
(Carlotti – Veroli – Daolio)
Grazie a mia madre per avermi messo al mondo
A mio padre semplice e profondo
Grazie agli amici per la loro comprensione
Ai giorni felici della mia generazione
Grazie alle ragazze a tutte le ragazze
Grazie alla neve bianca e abbondante
A quella nebbia densa e avvolgente
Grazie al tuono, pioggia e temporali
Al sole caldo che guarisce tutti i mali
Grazie alle stagioni a tutte le stagioni
Ma che film la vita
Tutta una tirata
Storia infinita a ritmo serrato
Da stare senza fiato
Ma che film la vita
Tutta una sorpresa
Attore e spettatore
Tra gioia e dolore
Tra il buio e il colore
Grazie alle mani che mi hanno aiutato
A queste gambe che mi hanno portato
Grazie alla voce che canta i miei pensieri
Al cuore capace di nuovi desideri
Grazie alle emozioni a tutte le emozioni
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Life What a Film
(Carlotti – Veroli – Daolio)
Thanks to my mother who gave me birth
To my father simple and profound
Thanks to my friends for their sympathy
To the happy days of my generation
Thanks to girls all girls
Thanks to snow white and abundant
To fog dense and winding
Thanks to thunders rain and storms
Thanks to the hot Sun who cures all diseases
Thanks to Seasons all Seasons
Life what a film
All at one go
Never ending story compressed rhythm that
Leaves you breathless
Life what a film
All a surprise
Actor and spectator
Between joy and pain
Darkness and colour
Thanks to my hands which have helped me
To these legs which have borne me
Thanks to my voice that sings my thoughts
To my heart capable of new desires
Thanks to emotions all emotions
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[Dm]Grazie a mia madre per avermi messo al
[Am]mondo
a mio [F]padre semplice e pro[Dm]fondo
grazie agli a[Bb]mici per la loro compre[F]nsione
ai giorni fe[Bb]lici della mia genera[F]zione
[Dm]
grazie alle r[C]agazze, a tutte le ra[Dm]gazze.
Grazie alla neve, bianca e abb[Am]ondante,
a quella [F]nebbia, densa e avvol[Dm]gente,
graize al [Bb]tuono, pioggia e tempo[F]rali,
al sole
[Bb]caldo che guarisce tutti i
[F]mali,
[Dm]grazie alle sta[C]gioni, a tutte le sta[Dm]gioni.
[C][Dm][C]
[Dm]Ma che film la
[C]vita
tutta una ti[Bb]rata,
storia infi[Gm]nita, a ritmo se[C]rrato
da stare senza
[Dm]fiato.
Ma che film la
[C]vita
tutta una so[Bb]rpresa
attore e spett[Gm]atore,
tra gioia e d[C]olore,
tra il buio ed il co[Dm][C][Dm][C]lore.
[Dm]Grazie alle mani che mi hanno aiu[Am]tato;
a queste [F]gambe che mi hanno por[Dm]tato,
grazie alla [Bb]voce che canta i miei pen[F]sieri,
al cuore ca[Bb]pace di nuovi desi[F]deri,
[Dm]grazie alle emo[C]zioni a tutte le emo[Dm]zioni.[C][Dm][C]
[Dm]Ma che film la
[C]vita
tutta una ti[Bb]rata,
storia infi[Gm]nita, a ritmo se[C]rrato
da stare senza
[Dm]fiato.
Ma che film la
[C]vita
tutta una so[Bb]rpresa
attore e spett[Gm]atore,
tra gioia e d[C]olore,
tra il buio ed il co[Dm][C][Dm][C]lore.
{comment:(ripete sfumando)}
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